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LA WOODWARDIA RADICANS |
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Nel territorio di Cinquefrondi, nelle colline alle spalle dell'abitato, andando verso la Limina percorrendo la vecchia SS 281, resiste una felce dell'era terziaria, la Woodwardia Radicans, presente oramai solo in pochissime parti del Pianeta, in Italia diffusa solo in Calabria in Campania ed in Sicilia, spesso vicino a corsi d'acqua. A Cinquefrondi tale felce, appartenente alla famiglia delle blechnacee, sopravvive grazie ad un microclima unico che permette una temperatura media costante di 14 gradi centigradi. La zona interessata ricade all'interno del Parco Nazionale d'Aspromonte ed è soggetta a tutti i vincoli e le protezioni da questo derivanti.
Di seguito si riporta il testo di un articolo apparso negli anni scorsi su un giornale locale e riguardante l'argomento. UNA FELCE CHE RISALE ALL'ERA TERZIARIA SCOPERTA NEL TERRITORIO DI CINQUEFRONDI (da "Gazzetta del Sud" del 7/3/85 a firma Umberto Di Stilo) Una millenaria, rarissima felce gigante, la cui specie è quasi del tutto scomparsa, è stata scoperta, dopo accurate ricerche da un giovane studioso di Cinquefrondi nel terrirorio del suo Comune ed a poca distanza dal centro abitato: Si tratta di una felce tropicale conosciuta col nome scientifico di Woodwardia Radicans e la cui prima comparsa sulla Terra si fa risalire all'Era Terziaria, vale a dire a milioni di anni addietro. Ad individuarla è stato il giovane biologo LIBERO SIBIO, il quale, a conclusione della sua lunga ricerca, ha voluto rendere di pubblica opinione l'eccesionale scoperta che non mancherà di interessare, sicuramente botanici e ricercatori e che da sola sta a dimostrare, qualora vi fossero dubbi, che questa parte della Calabria ha avuto una sua invidiabile vegetazione quando altri luoghi erano completamente brulli o sommersi dalle acque marine. Dalla relazione del Sibio si legge:"La natura, superba ed immacolata, nel territorio di Cinquefrondi, conserva una delle meraviglie della flora italiana. Sulla destra del Fiume Sciarapotamo, salendo verso il monte Limina, a circa 500 metri di altezza, in un vallone formato da un ruscello che oi si versa nel suddetto fiume , la natura ha voluto relegare la gigantesca e meravigliosa felce tropicale Woodwardia Radicans considerata un vero relitto dell'era terziaria. La pianta domina maestosa il sottobosco con le sue grandi foglie le cui dimensioni raggiungono circa i 170-200 centimetri di altezza ed una larghezza di circa 35 centimetri: Mantiene la caratteristica struttura delle pteridofite dette anche crittogame vascolari: fronde erette, picciolate, pennato-composte a segmenti pennato-partiti con lobi secondari ovali-denticolati, sporangi peduncolati sulla pagina inferiore che, riuniti in gruppi, formano i sori. La presenza della pianta rilevata dal Prof: Fulco Pratesi lungo corsi d'acqua limpidi e freddi, caratteristici di queste zone, denota un microclima molto stabile: grande umidità e temperatura elevata, e sembra voglia suggerirci come fosse l'ambiente in epoche remotissime. Effettivamente- conclude il Sibio- con la fine dell'Era Secondaria, nel periodo del Cretacico, l'Equatore passava per l'Europa meridionale ed il territorio che oggi è occupato dall'Italia era coperto da una lussureggiante vegetazione tropicale; per successive vicende climatiche, caratterizzate dalle grandi glaciazioni del Quaternario, della prima vegetazione restò ben poco, ad eccezione di pochi relitti isolati di piante tropicali, come la palma nana - tipica di Sardegna e Sicilia - e la nostra felce che sopravvive anche nell'Isola di Ischia, nel Vallone delle Ferriere, presso Amalfi, ed in alcune zone della Sicilia.
La Woodwardia Radicans è una delle 42 specie di flora italiana considerata in pericolo di immediata scomparsa. Da ciò si deduce che occorre cercare di salvaguardare ciò che la natura ha voluto regalare a questa zona, ma che il vandalismo e l'ignoranza possono distruggere in un attimo. |
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