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COMUNE DI CINQUEFRONDI |
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Delibere del Consiglio | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
DELIBERA N. 48 - 14/11/05VERBALE N. 48 Sicurezza e ordine pubblico in Calabria L’anno DUEMILACINQUE, addì quattordici del mese di novembre ad ore 19,15 e seguenti nell’aula consiliare (presso la Mediateca Comunale), convocato con avvisi notificati nei modi e nei termini stabiliti dal vigente T.U. delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali, per determinazione del Sindaco si è riunito il Consiglio Comunale in sessione straordinaria di prima convocazione e seduta pubblica aperta. All’atto della delibera in oggetto risultano presenti il Presidente ed i consiglieri di seguito indicati:
PRESENTI N. 13 – ASSENTI N. 04 Assiste la seduta il Segretario Comunale Dr.ssa Maria ALATI Constatato che il numero dei consiglieri presenti è legale per la validità della deliberazione a termine di legge, il Sig. ROSELLI Dott. Alfredo –SINDACO- assunta la presidenza e dichiarata aperta la seduta, passa alla trattazione dell’argomento di cui all’o.d.g. in oggetto.
Preliminarmente il Sindaco comunica che l’assenza di alcuni consiglieri del gruppo di minoranza va giustificata dal momento che si laurea la figlia del Consigliere Comunale prof. Michele Galimi alla quale fa i migliori auguri per una brillante carriera. Il Consiglio Comunale, aperto si fa insieme a tutti i Consigli Comunali della Locride e della fascia tirrenica e si fanno in contemporanea per dare un segnale forte sull’episodio mafioso dell’omicidio del Dott. Francesco Fortugno. È una battaglia che va condotta perché riguarda la crescita morale e sociale della Calabria. L’attenzione dei media ha fatto si che la Calabria finalmente è stata messa al centro dell’attenzione. L’episodio accaduto, la nomina del nuovo prefetto con poteri speciali, la venuta del Presidente della Repubblica, la grande manifestazione fatta hanno portato alla luce la questione Calabria facendola assurgere a questione nazionale. La battaglia di cui i giovani si stanno facendo portavoce va aiutata dal momento che è giusto gettare le basi per una Calabria dove le intelligenze possano restare e crescere. La voglia di riscatto da parte dei giovani deve essere accolta, l’esperienze che abbiamo maturato dicono che passato il momento emotivo tutto veniva dimenticato. Le coso sono cambiate l’attenzione non scema e noi dobbiamo contribuire a tenere alta l’attenzione sul problema mafia. I risultati devono essere uno Stato presente, una società civile, un sistema di relazione basato sui principi della legalità, legalità che va perseguita a partire dai piccoli gesti e comportamenti tenuti da ognuno di noi. Penso che i problemi da risolvere sono tanti a partire dal lavoro che è elemento indispensabile per far uscire da certi retaggi. Il riscatto passa dalla pari opportunità nella vita quotidiana. Noi dobbiamo incentivare il rapporto con lo Stato, la Regione e chiedere livelli di vita qualitativamente migliori. Il Sindaco da lettura del documento che alla fine va votato, che è il documento che accomuna tutti i Comuni. Vicesindaco Longo Michele: Da tempo un’ondata di atti malavitosi, di violenza cerca di sconvolger la nostra Terra, con la palese volontà di sovvertire le istituzioni democratiche e repubblicane per creare il disordine, il caos e incutere paura. È necessario spezzare questa spirale di violenza scatenatasi con ritmo sempre più crescente. La libertà, la democrazia nei suoi contenuti e nelle sue esplicitazioni personali e sociali sono un bene primario da difendersi e da consolidarsi. Purtroppo per una malintesa libertà, divenuta licenza e arbitrio si è creato, in non poche frange dell’opinione pubblica, un clima di violenza elevata a sistema. La causa più vera e più profonda di questo ritorno ad atti di crudeltà, a mio avviso, è da ricercarsi in una decadenza morale che ferisce la comune sensibilità verso valori che sembrano infrangibili e intramontabili. Le radici della violenza, del malcostume sono da ricercarsi soprattutto nel cuore dell’uomo da cui escono gli odi, le inimicizie e le ingiustizie; nelle sue passioni disordinate, nell’orgoglio e nella superbia della vita. È in ognuno di noi che va ricercato il senso della democrazia, di valori sani attraverso i comportamenti quotidiani in ogni ambito della vita sociale e politica mettendolo al bando le prepotenze e le arroganze. E questa sera siamo stati convocati non certamente per una passerella né tanto mento per uno sterile atto celebrativo ma per prendere coscienza della necessità di costruire tra uomini intelligenti e liberi, attraverso atti concreti, un futuro di giustizia nel segno di una convivenza civile e democratica. Cittadino Loria: Penso che oggi non dobbiamo lanciare accuse occorre, però, che tutte le comunità calabresi possano avere un momento unitario. Con la manifestazione di Locri abbiamo dato un esempio di alta civiltà di fronte a tutto il mondo. Il Consiglio Comunale ha l’obbligo di prosciugare l’acqua della mafia, occorre che maggioranza e minoranza camminino insieme. Occorre partire dal controllo degli appalti, degli atti della pubblica amministrazione. Bisogna vigilare sull’operato dell’amministrazione dal momento che occorre rendere difficile la vita dei mafiosi. L’amministrazione ha grosse responsabilità che vanno assunte insieme a tutti i partiti. Consigliere Nasso: Condivido in pieno il documento del Sindaco. Il problema non è legato all’omicidio eccellente. Ognuno di noi ha delle colpe, soprattutto, la mia generazione che non ha saputo affrontare il problema o meglio non l’ha saputo o potuto portare avanti. Occorre scardinare il problema e smantellare i sistema che tutti abbiamo contribuito a consolidare. Non penso che occorrono più poliziotti, più arresti, bisogna intervenire a libello culturale. Oggi i giovani si ribellano ma se li lasciamo soli si stancheranno. Dobbiamo dare ai giovani e far capir che non c’è futuro se la mafia non viene distrutta. La mafia blocca lo sviluppo e la crescita della nostra Calabria. Il problema va affrontato partendo dai piccoli paesi dal momento che la mafia nostra si erge su un sistema familiare, cioè parte da famiglie ecco perché è difficile intervenire. Noi dobbiamo e possiamo fare atti trasparenti per gettare le basi del cambiamento. Cittadino Belziti: quello che ha colpito con questo episodio è che già 30 anni fa queste cose succedevano. Perché è stato sconfitto il terrorismo e non la mafia, mi rivolgo ai politici perché mafia e potere camminino insieme e il potere ad ogni costo genera connivenza con la mafia. Se si vuole cambiare occorre fare una analisi attenta dei fatti, ogni partito deve riflettere. Consigliere Conia: Ritengo che vada fata una premessa doverosa, va respinta con forza l’idea di dare della Calabria l’immagine di una terra di mafiosi così come alcuni giornalisti hanno voluto fare. Non occorre, però, nascondersi dobbiamo avere il coraggio di parlare della mafia dei colletti bianchi che vive nei grandi palazzi. Il trasversalismo, il passare da una parte all’altra da una lezione grave ai giovani, cioè il perseguire il potere a tutti i costi. Occorre agire a livello culturale per scardinare il sistema mafia. Consigliere Cordiano: Due sono le cose gravi: uno fare il Consiglio Comunale aperto per l’ennesimo episodio mafia; due la poca affluenza della gente. Io continuo ad utilizzare l’ottimismo della speranza a dispetto di un rapporto tra mafia e politica che ha fermato la Calabria ed in particolare la Locride e la Piana che sono gli ultimi in tutti i settori della vita civile. La mafia è organica alla politica e si diceva già tanti anni fa rischiando tanto. Io ho sempre sostenuto in passato che a Cinquefrondi accanto alle associazioni, culturali, sportive c’erano le associazioni mafiose ma il problema non è stato mai approfondito. Questo è uno stato d’eccezione dove le regole vengono disattese nei consigli comunali, nei servizi. Come si fa a far saltare questo meccanismo quando il tasso di disoccupazione è così elevato. Noi abbiamo un documento che tutti i consigli comunali approveranno. Io dico che lo Stato è latitante, che lo Stato è assente, questo è il fatto più grave. Non so come il problema possa essere affrontato. Ho seguito con l’ottimismo della speranza ma lo scetticismo è veramente forte. Consigliere Cascarano: personalmente condivido il discorso del Sindaco così come il documento letto dal Sindaco. La politica è il motore della società e mi hanno sempre insegnato che non è la politica sporca ma gli uomini che la rappresentano. Ho sentito l’incitamento al coraggio ed è corretto tirare fuori il senso dell’appartenenza, dell’orgoglio. Se si guarda la stampa vediamo come la situazione in Calabria è veramente allarmante ma non occorre sminuire quanto lavoro è stato fatto da magistrati che hanno perso la vita, da appartenenti alle forze dell’ordine. Il problema della Calabria va studiato. Questa sera dal nostro piccolo può partire una lezione di coraggio. Consigliere Tropeano: se vogliamo guardare alle cose occorre fare una analisi. Questo è uno Stato normale non certo d’eccezione. Questo è uno Stato ordinario di cose. Non sono d’accordo sul binomio mafia-politica perché in Calabria la classe politica e dirigenziale è “poca”. Io dico che facciamo noi come Consiglio Comunale? Partiamo da un osservatorio su quello che in paese accade a partire dai piccoli atti criminali che si perpetrano , questo anche a futura memoria. Se noi aspettiamo che la soluzione venga da Roma siamo degli illusi, dobbiamo contare sulle nostre forze. Ognuno di noi deve cominciare a fare il proprio dovere, questa è la base per partire. Sindaco: credo che interrogarci su questo fenomeno è importante. Bisogna costruire un senso civico che manca, occorre sensibilizzare la gente con i consigli comunali. Dobbiamo creare squadra per gettare le basi per condizioni di vita migliori, dobbiamo dare segnale di trasparenza dotandoci di strumenti urbanistici che diano certezza, di servizi sociali che aiutino gli svantaggiati. Si vota sull’o.d.g. . Ad unanimità La seduta è tolta alle ore 20,50
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